sabato 19 maggio 2018

STORIA DELLA FEDERCONSORZI - LA BATTAGLIA DEI MANGIMIFICI

di ANTONIO SALTINI

10ª  parte


La vicenda di un mangimificio per il quale l’organizzazione cooperativa cattolica aveva richiesto il contributo Feoga e il rifiuto degli organi comunitari, propone uno dei nodi più difficili della vicenda emiliana. Il suo esame impone interrogativi inquietanti sul ruolo del Ministro dell’agricoltura e sullo spazio di manovra tuttora a disposizione delle due parti per proseguire una trattativa già tanto avanzata quando l’esplosione del “caso” ne impediva, drammaticamente, la conclusione.

Ho ricordato che nella vicenda già complessa dell’intesa tra Emilia Romagna e Federconsorzi se ne innesta una collaterale, la cui disamina costituisce condizione essenziale per la comprensione dell’articolata contesa. E’ una storia di mangimifici. Per illustrarla occorre ricordare, preliminarmente, che in Emilia Romagna si producono, annualmente, 18, 1 milioni di quintali di mangimi, 11,1 da parte dei mangimisti privati, 1,8 da parte dei Consorzi agrari, 5,2 da parte degli stabilimenti della Lega socialcomunista.

lunedì 14 maggio 2018

CARNEMOLLA E LA SCIENZA NEGATA

di ALBERTO GUIDORZI, TOMMASO MAGGIORE e LUIGI MARIANI  

 

"da Assbiodinamica"
PREMESSA
Leggiamo ad alcuni mesi dall’uscita uno scritto del dottor Carnemolla dal titolo  “La comunicazione geneticamente modificata, ovvero l’ultima bufala pro-OGM” apparso su Huffington post. Si tratta di uno scritto che è l’eloquente testimonianza dell’impossibilità di giudicare con serenità un lavoro scientifico quando si adottano i paraocchi dell’ideologia. 
Il lavoro scientifico cui Carnemolla si riferisce è quello di Elisa Pellegrino, Stefano Bedini, Marco Nuti e Laura Ercoli dal titolo Impact of genetically engineered maize on agronomic, environmental and toxicological traits: a meta-analysis of 21 years of field data, pubblicato sula rivista scientifica Nature Scientific Reports.

venerdì 11 maggio 2018

LA LEGGE DEL MINIMO E GLI ALFIERI DELLA PRODUZIONE PERDUTA

di ALESSANDRO CANTARELLI

 

“Fiat panis”!
Fig. 1 . Il mastello della produzione e la legge del minimo. Figura tratta da: R. Landi. Agronomia e Ambiente, Edagricole, Calderini, Bologna, 1999, p. 468.

La legge del minimo formulata da Liebig nel 1840 è ben rappresentata dal famoso mastello della produzione di Dobereiner: un mastello formato da doghe di differente altezza, che rappresentano gli elementi chimici ed i parametri della fertilità del terreno. La capacità (cui corrisponde nel terreno la produttività) di questo mastello, risulta limitata dalla doga più bassa.

domenica 6 maggio 2018

MAKE IT SEXY

di SANDRO FRACASSO 

 


È il motto con il quale un accademico britannico era solito spronare i suoi allievi a rendere appetibili i propri articoli. Il punto è che si trattava di pubblicazioni scientifiche molto specifiche che, anche se potenzialmente di interesse globale in virtù delle loro implicazioni pratiche, sarebbero state lette al più da un gruppo ristretto di scienziati. Il bisogno di essere sexy delle pubblicazioni scientifiche è di grande attualità. Per questo ho ripreso la frase dell'accademico, che risale a qualche decade fa e lo rende un antesignano di un modus operandi che è però sfuggito di mano.

mercoledì 2 maggio 2018

UN PLAGIO ALLA SETTIMANA - 3

di ANTONIO SALTINI

 


Dopo le mie rimostranze per la sussistenza, tra le segnalazioni di Google di articoli o stralci a mio nome, di decine di migliaia di plagi (su oltre 200.000 segnalazioni) il numero delle citazioni di lavori a mia firma è stato ridotto, dai curatori del supermarket dell'informazioni planetaria, di oltre 160.000 citazioni. Felicemente la riduzione ha determinato quella dei plagi, suggerendo, peraltro, nella riduzione, un inequivocabile "avvertimento" (ricordiamo che le star del business americano si sono allattate alla cultura di Castellammare del Golfo, più piccola di Palermo ma patria dei veri padroni di Chicago).

venerdì 27 aprile 2018

IL CONVEGNO CHE NON C’E’

Lo strano caso della fiera di Erba e del convegno annullato perché “divisivo”

di AGRARIAN  SCIENCES e di  EMILIO MOLTENI



 
Sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature Scientific Reports” è uscita alcuni mesi orsono un’indagine condotta da un gruppo di ricerca del Collegio Sant’Anna e dell’Università di Pisa (Pellegrino et al., 2018) che analizzando i risultati di oltre 600 lavori scientifici pubblicati dal 1996 ad oggi, dimostrava (se ancora venne fosse bisogno) la superiorità dei mais OGM rispetto ai corrispettivi isogenici in termini produttivi, di sicurezza alimentare per uomo e animali domestici e di sostenibilità ambientale. Al riguardo Luigi Mariani e Alberto Guidorzi (2018) scrissero su questo blog un articolo elogiativo il cui titolo si concludeva tuttavia con la domanda “MA SERVIRA’ A QUALCOSA?”.

mercoledì 25 aprile 2018

DAVVERO IMPAREGGIABILE!

Che altro dire a fronte della proposta di “azzerare l’uso di pesticidi in agricoltura entro il 2025” lanciata dal ministro Martina in campagna elettorale ?

di LUIGI MARIANI e ALBERTO GUIDORZI

 
Uno dei manifesti elettorali del ministro Maurizio Martina.

Venerdì scorso in quel di Fossadello (Caorso - Piacenza) si è tenuto un incontro organizzato dall'amico agronomo Michele Lodigiani e che ha avuto come valido relatore Francesco Vidotto, malerbologo e docente all'Università di Torino. Nel corso di tale incontro, dedicato al Glyphosate e che ha avuto un considerevole successo di pubblico, è stato fra l'altro mostrato il manifesto elettorale di Martina che contiene lo slogan che campeggia nel titolo. Tale slogan peraltro fa diretto riferimento al programma elettorale del PD nel quale si scrive che: “Vogliamo puntare sulla rigenerazione urbana e difendere il suolo con la legge contro la cementificazione e con l’azzeramento dell’uso dei pesticidi entro il 2025, anche per consolidare il primato europeo nel biologico.”
Occorre premettere che lo slogan è “demenziale” o se preferite “profondamente demagogico” e ancora “sintomo di un profondissimo sonno della ragione che genera mostri”.

domenica 22 aprile 2018

mercoledì 18 aprile 2018

" IO HO CAPITO, MA NON MI FIDO " OVVERO , DEGLI INGANNI DELLA MENTE

di DEBORAH PIOVAN 




L’ intervista era terminata, ma il cameraman che aveva accompagnato il giornalista si attardava, riponendo lentamente la sua apparecchiatura. Alla fine si decise ad avvicinarsi a me: aveva delle domande, dei dubbi da esporre, tante perplessità. 

venerdì 13 aprile 2018

MENZOGNE DEL BIOLOGICO. UN' ANALISI AGRONOMICA - TERZA PARTE

  di ALBERTO  GUIDORZI e LUIGI MARIANI





L’innovazione tecnologica ha permesso di incrementare la produzione su superfici stazionarie, salvaguardando così foreste e praterie, che sarebbero invece messe a repentaglio proprio dalla scelta BIO, che riducendo al 50% la produttività spingerebbe al raddoppio delle superfici degli arativi.







Menzogna n.6: Il bio è naturale, l’agricoltura convenzionale no

Quanto si abusa del vocabolo “natura e dell’aggettivo “naturale”! L’agricoltura è naturale in quanto l’uomo è parte della natura ed in tal senso l’agricoltura è “natura migliorata dall’uomo” e non “natura senza la presenza dell’uomo”. Più nello specifico occorre guardare all’agricoltura come alla simbiosi mutualistica fra uomo da un lato e piante colture coltivate e animali domestici dall’altro. Tale simbiosi si manifesta nel fatto che piante ed animali sono protetti dall’uomo che ne garantisce la sopravvivenza e la diffusione.