venerdì 22 settembre 2017

Viaggio nella cucina inglese: una sfida alla stereotipia

di Andrea Conforti 

"haggis"
Come succede per ogni altro paese, i britannici sono bersaglio di una buona parte di stereotipi, sia che essi contengano o no elementi di verità. Generalizzare su ogni tipo di argomento conduce a delle considerazioni parzialmente o totalmente sbagliate e la conseguenza più comune di tali stereotipi sul cibo inglese è che chiunque visiti la Gran Bretagna finisce molto probabilmente per avere aspettative erronee su cosa trovarci da mangiare.

giovedì 21 settembre 2017

Un lontano giorno d’Autunno

di Alberto Guidorzi


Il sole ha smesso di dardeggiare per tutta la durata del giorno. Solo le ore centrali sono ben riscaldate dal sole, mentre la frescura della sera ormai obbliga a coprirsi. Una bruma mattutina persiste finché il sole non s’e ben sollevato sulla linea dell’orizzonte. Ormai molti campi sono arati, altri, invece, sono ancora coperti dagli stocchi scheletriti del granoturco privato della pannocchia. Le piante conservano ancora le foglie verdi, ma il colore è sbiadito, alcune sono ingiallite, mentre altre lentamente cadono. Le viti sono cariche di grappoli di un color viola intenso o di un giallo paglierino. Le rondini non volano più nel cielo; esse l’hanno lasciato per il viaggio verso altri cieli lontani.

lunedì 18 settembre 2017

Un astronauta nella galassia del plagio

di Antonio Saltini


Impegnato nella redazione delle ultime pagine dell'edizione inglese delle mie Scienze agrarie (Agrarian scinces in the West), dopo quarant'anni di lavoro sono giunto agli indici verificando che il proposito di rendere consultabili i miei sette volumi ai cultori delle discipline che concorrono al grande corpo delle conoscenze agronomiche (cito, esemplificando, pedologia, fisica e chimica del suolo, fisiologia animale e vegetale, botanica, genetica, meccanica agraria, storia delle origini dell'agricoltura, delle rotazioni, dell'evoluzione delle razze allevate, economia aziendale, economia dei mercati, e chiudo per non tediare), i medesimi indici si convertono in uno degli impegni più gravosi dell'intera impresa, impegnando tempi assai maggiori di quelli previsti.

giovedì 14 settembre 2017

“La Terra. Lascito dei genitori o prestito dei figli? Le contraddizioni del processo di evoluzione e trasformazione dell’agricoltura italiana”. Istituto “Alcide Cervi”-Biblioteca Archivio “Emilio Sereni”, Gattatico (Re).


introduzione di Alessandro Cantarelli 


Col gran caldo (e gli incendi) che hanno attanagliato in quest’estate l’intera penisola, la giornata di studi che era stata organizzata presso l’Istituto “Alcide Cervi”-Biblioteca Archivio “Emilio Sereni” di Gattatico (Reggio Emilia)1, il giorno di S. Martino del 2015, rimanda a quel periodo dell’anno -l’autunno-, dove le temperature sono decisamente meno bollenti, se questo può servire per diminuire un poco l’ansia creata dai ripetuti allarmi sull’”estate più calda del secolo”, come tutti gli anni viene puntualmente riportato dai media.
Tuttavia le temperature corporee si rialzano velocemente quando si parla di argomenti attinenti il trinomio: agricoltura-alimentazione-ambiente, a giudicare dalle discussioni ospitate su Agrarian Sciences in calce ai contributi su specifici argomenti, ed al riguardo c’é un proverbio: “piatto vuoto, un problema; piatto pieno, tanti problemi”.

domenica 10 settembre 2017

Principi di coniglicoltura familiare

di Francesco Marino

1ª parte 


In Italia, nel corso degli ultimi decenni, l’allevamento del coniglio ha assunto un’importanza crescente ed ha suscitato un rinnovato interesse derivante dalla trasformazione dei sistemi di allevamento che, anche per questa specie animale, nei limiti biologici che le sono propri tendono verso l’impiego di criteri specializzati  e verso l’industrializzazione. Il nostro paese è uno dei maggiori produttori mondiale di conigli. Sono oggi gli allevamenti a carattere specializzato che sopperiscono alle richieste di conigli da parte dei consumatori, tuttavia ciò non toglie che anche i piccoli agricoltori possano intraprendere questa attività, facendo attenzione alle principali caratteristiche di questi animali. Vediamole!

venerdì 8 settembre 2017

" Origine e Viaggi Avventurosi delle Piante Coltivate"

di Agrarian Sciences

Per i tipi di Mattioli1885 è uscito il libro “ORGINE E VIAGGI AVVENTUROSI DELLE PIANTE COLTIVATE” di Luigi Mariani – 90 pagine, 9,90 Euro (https://mattioli1885.com/libro/origine-viaggi-avventurosi-delle-piante-coltivate/).

Qui di seguito pubblichiamo le risposte dell’autore ad alcune domande della redazione.

Perchè vedere l’agricoltura dall’angolo di visuale del viaggio?

Il viaggio è un topos fondamentale per noi umani. Da viaggi veri, svolti con i più disparati mezzi di locomozione a viaggi mitici (gli Argonauti e il vello d'oro, Bacco, Ulisse, Ercole, la fuga in Egitto, Noè e l'Arca, Mosè e la terra promessa, ecc.), dai viaggi onirici (quello che Dante conduce nella Divina Commedia) a viaggi metaforici (la vita come viaggio…) a viaggi virtuali ("Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux" ebbe a scrivere Marcel Proust) o ancora a viaggi nel tempo con la macchina di H.G. Wells o più semplicemente sulle ali della fantasia. Oggi poi le nostre occasioni di viaggio si sono moltiplicate non solo grazie ai nuovi mezzi di trasporto ma anche grazie a strumenti che soltanto pochi anni orsono sarebbero apparsi fantascientifici come Google earth che ci permette in pochi minuti di passare dal plateau groenlandese alla grande Muraglia Cinese, dalla West Coast americana al deserto della Namibia.

giovedì 7 settembre 2017

Storia di alcune piante esotiche – La fragola

di Alberto Guidorzi



Prima di tutto occorre dire che la fragola è solo in parte esotica. Il genere Fragaria, infatti, nella sua forma diploide (2n=14 cromosomi ), tetraploide (2n=28) o esaploide (2n=42) è originaria del Vecchio Mondo, mentre la sua forma ottoploide (2n=56) ci proviene dal nuovo mondo dove esistono anche forme tri e pentaploidi. Una forma diploide detta Fragaria vesca a dire il vero si trova nei due “mondi” ed è conosciuta come fragola di bosco. Sono specie molto profumate, ma molto piccole e quindi non sono praticamente mai state oggetto di coltivazione1, ma solo di raccolta di frutti spontanei. Unica eccezione è costituita dall’esaploide F. moschata che a quanto pare è stata la prima fragola ad avere una varietà coltivata con un proprio nome, la cultivar Le Chapiron il cui nome risale al 1576 (https://en.wikipedia.org/wiki/Musk_strawberry).
Come ci sono pervenute le fragole ottoploidi? A tal proposito dobbiamo anzitutto dire che di queste ci interessano in particolare due specie: F. virginiana e F. chiloensis.

martedì 5 settembre 2017

Something more, much less


di Sandro Fracasso

Picture 1. Sagrantino grapevines, Montefalco (courtesy of Francesco Botti, Colle del Saraceno)

There are many types of plants, but none is detached from its ground


Introduction

Admiring nature during a spring stroll is indeed a source of emotions; the beauty of a well-kept field, of a flock of sheep grazing peacefully, with olive trees, grapevines and Mediterranean scrub in the background.

domenica 3 settembre 2017

Meteorologia - Profilo storico - Parte 6 - La meteorologia medioevale

di Luigi Mariani

L' impresa di Cristoforo Colombo (1451-1506), si fondò sulla conoscenza realistica del regime del vento ai tropici.
La meteorologia europea e araba prima del 1200
Nel periodo antecedente il 1200 la coscienza della centralità della meteorologia nella filosofia della natura che derivava dai classici fece sì che molti autori si cimentassero nell'argomento, fra cui Isidoro di Siviglia (560-636) nella prima enciclopedia del medioevo, le Etymologiae, il Venerabile Beda (673-735) nel De Rerum Natura, Guglielmo di Conches (1080-1145) nel De philosophia mundi e Adelardo di Bath (1080-1152) nelle Naturales questiones e lo pseudo-Beda (XII secolo) nel De mundi celestis terrestrisque constitutione.

mercoledì 30 agosto 2017

Un vigneto, un sogno e un viaggio di speranza!

di Salama Dawoud

Zababda-Palestina

Un vigneto a Zababda “Cisgiordania-Palestina” un idea, un progetto, un sogno che si realizza. Una citazione biblica definisce l'antica Palestina: “un paese di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni”, in particolare la vite e il vino sono ben evidenziati nella Bibbia, non a caso il primo miracolo di Gesù fu quello della trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana. Da qui nasce l'idea, che presto diventerà realtà, di coltivare in quelle terre un vigneto, per produrre vino che possa assomigliare il più possibile a quello che si beveva ai tempi di Gesù. Inizio agosto, io Salama Dawoud, cattolico palestinese e l' agronomo Francesco Marino decidiamo di partire.